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Giovedì, 24.05.2018

Barry Greenstein sul cash game di Macao: „ho capito troppo tardi la sua importanza“
am Samstag, Mai 12, 2018

Un Barry Greenstein zeppo di rimpianti e di ricordi. Tutto incentrato su Macao e le partite di cash game che lo avrebbero potuto rendere ancora più ricco. Il team pro Pokerstars è un racconto senza sosta nel Podcast con Joe Ingram, quando parla degli anni d’oro dell’Isola e del cash game che ha ampliato il bankroll di molti giocatori americani. Non quello di Barry però, il quale ha scoperto troppo tardi questo eldorado e si rammarica. 

Chan e Juanda esempi lampanti 

Barry Greenstein apre il suo racconto, con il primo viaggio a Macao nel 2009. „Ero li per un torneo di Pokerstars. Una volta uscito, ho chiesto informazione sui tavoli di cash game. Forse non ho capito bene o forse mi hanno spiegato male. Sta di fatto che parlavano di una rake al 5%, che mi è parsa eccessiva. In realtà solo due anni dopo capirò che quel 5% era applicato ad un pot massimo di 2.000 dollari. Nel frattempo giocatori come Johnny Chan e John Juanda hanno iniziato a ricoprirsi d’oro a quei tavoli. Solo nel 2011 mi siedo per la prima volta al cash game con 20.000 dollari davanti a me.“ 

Barry Greenstein

E sarà proprio quella prima volta ad aprire gli occhi a Barry, ma anche ad acuire i suoi rimpianti. „Alla prima mano spillo Q-Q e finisco ai resti preflop con un giocatore cinese che mostra A-7. Vinco pot da 50.000$ e da quel momento capisco che i cinesi non sono giocatori di poker ma di Baccarat. Il loro unisco scopo è finire subito allin. In pratica si gioca alla carta più alta e per players del nostro calibro è la massima goduria possibile. Peccato che quel momento sia finito. Adesso ci sono solo partite high stakes a livelli che non mi posso permettere. In tutto questo Chan e Juanda hanno quadruplicato il loro bankroll. Avessi seguito il loro esempio, avrei anche io quelle cifre a disposizione“.