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Venerdì, 24.11.2017

Il Casinò di Venezia ad un passo dalla privatizzazione
am Saturday, December 14, 2013

La notizia era nell’aria e da tempo era attesa, la fase istruttoria per la privatizzazione del Casinò di Venezia, grazie alla firma giunta nei giorni scorsi al testo da parte di Angelino Alfano, è giunta al capolinea. Con la sua firma il ministro dell’Interno di fatto porta a termine la fase istruttoria per la cessione del casinò a soggetti privati. Il prossimo passo è un decreto ministeriale che autorizzerà la Convenzione alla base dei rapporti tra il comune di Venezia nella veste di concedente e le società concessionaria e aggiudicataria.

CasinòLa prefettura di Venezia già la prossima settimana provvederà alla notifica del decreto a Ca’ Farsetti e, a brevissimo tempo, si attende il bando di gara internazionale per cedere la gestione del casinò di Venezia su base trentennale. Requisiti fondamentali perché la privatizzazione abbia corso saranno:

  • il versamento nelle casse comunali di 140 milioni di euro nei primi due anni (110 milioni subito e gli altri 30 entro il 2015),
  • il 10% degli incassi, con un minimo garantito di 11 milioni di euro l’anno, partendo dal terzo anno e per i restanti 28 anni.
    Il totale stimato dell’operazione si aggira intorno a 900 milioni di euro.
  • dovranno essere mantenuti gli attuali standard occupazionali, con il mantenimento dei 600 dipendenti nelle due sedi di Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera.

Gli accordi sindacali hanno spuntato poi che eventuali licenziamenti per motivi economici potranno essere effettuati solo a partire dal settimo anno

Per il Casinò di Venezia presto una nuova alba, ma “a cuore” del nostro governo ci sono anche gli altri casinò italiani, come si evince dal:

“Dal Resoconto sommario n. 52 del 12/12/2013 del Senato della Repubblica

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1058, recante delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita,
premesso che:

  • le case da gioco autorizzate nel nostro Paese danno oggi lavoro a circa 3.000 dipendenti oltrea generare un notevole indotto sull’economia locale; le stesse concorrono al finanziamento diretto degli Enti pubblici detentori dei diritti di concessione; la crisi del settore è destinata quindi ad avere gravi ricadute occupazionali ed economiche nei territori interessati;
  • le case da gioco autorizzate sono altresì realtà attive in una pluralità di servizi afferenti al turismo, alla ristorazione, alla ricezione e partecipano, con risorse economiche ed umane, ad eventi di forte rilevanza artistica e culturale;
  • la congiuntura gravemente sfavorevole ha portato i Casinò di Campione d’Italia e di Sanremo a dichiarare lo stato di crisi, mentre il comune di Venezia ha deciso di privatizzarne la gestione, e il Casinò di Saint-Vincent ha annunciato, in questi giorni, la necessità di alleggerire i costi del personale;
  • le cause della situazione di difficoltà sono dovute, accanto alla generale congiuntura negativa dell’economia del Paese, alla fortissima concorrenza rappresentata da una sempre crescente offerta di nuove tipologie di gioco, nonché dalla presenza di numerose case da gioco nei paesi limitrofi (Austria, Francia, Svizzera) spesso ubicate a pochi chilometri dalla frontiera; a ciò si aggiungono provvedimenti legislativi che, seppur concepiti con intenti condivisibili, penalizzano l’attività senza un ritorno concreto in termini di efficacia,

         impegna il Governo:

ad istituire, in tempi brevi, un tavolo di confronto con gli organismi di rappresentanza delle case da gioco per valutare iniziative atte a favorirne la ripresa economica e a salvaguardarne i lavoratori.”