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Lunedì, 24.07.2017

Dario Minieri è ancora il più amato: andata e ritorno del Re del poker azzurro
am Thursday, July 13, 2017

Dari0 Minieri è come il primo bacio. Non si scorda mai. Certo non si hanno vie di mezzo. O lo si ama o lo si odia. Però chi ama il poker, quello vero e genuino, quello della prima ora, allora ama Dario. Un talento impressionante che non ha limiti, nel bene e nel male. Dario Minieri è così. Prendere o lasciare. Capace di salire in un baleno alle stelle e ritrovarlo un attimo dopo in mezzo alle polveri di quelle stelle. E’ il simbolo di un Italia del Poker che ancora c’è e ancora ci crede in questo ragazzo. 

Cuore romano di Roma è diventato l’emblema del poker italico. Imprevedibile e Geniale. Sregolato e alle volte incosciente. Mai nessuno come lui. E non ce ne vogliano gli altri ragazzi che ogni giorno tengono alto il nome del nostro paese sul .com o a giro per il mondo. Quando unisci la parola Italia con Poker, gli stranieri dicono solo un nome: Dario Minieri. 

Dario Minieri ai tempi di Pokerstars

Dario è figlio di quel poker della prima ora, assieme a Max Pescatori e Luca Pagano. Loro c’erano già quando nascevano le prime room mondiali e soprattutto quando il giochino da noi lo conoscevano in pochi. Ci ha fatto sognare tante volte Dario. Da quella porsche vinta sul Pokerstars.com quando ancora non aveva nemmeno il foglio rosa in tasca, fino ad arrivare a quel main event WSOP di 10 anni fa. Si proprio li al “Rio” quando ad un certo punto si trovò non per caso al comando del count. Piccolo e giovane, con la sciarpa giallorossa intorno al collo. Minuto ma gigante davanti ai mostri sacri del poker. 

E poi le straordinarie cavalcate nelle notti d’Europa dell’EPT. Da Baden a Sanremo tenendoci sempre con il fiato sul collo. E’ qui che ha fatto innamorare tutti. E’ qui che è sbocciato l’amore fra lui e gli appassionati. Il bracciale conquistato alle WSOP qualche anno fa è stato solo il passaggio obbligato per un fenomeno del suo calibro. Minieri è un’onda di entusiasmo che contagia tutti. Pensate a quando terminò la sua sponsorizzazione con Pokerstars.it. Pensate alle migliaia di messaggi e di proteste dei suoi estimatori. Erano mere dichiarazioni d’amore. 

Ovvio che fa rabbia pensare a quante occasioni abbia sprecato a sua volta Dario nel corso della sua carriera. Quante deep run distrutte da giocate sempre più ardite. Lo sappiamo bene che lui la parola freno la conosce solo in auto e perché è imposta dal suo istinto. Immaginate cosa avrebbe potuto già avere questo ragazzo nella sua bacheca dei trofei. E lo sanno bene anche alle WSOP. Visto che nemmeno il tempo di vederlo nel count e puff come per magia eccolo al TV Table al fianco di Hellmuth e di altri fenomeni mondiali. A testimonianza di questo fatevi un giro sulla home page del sito WSOP. Troverete Dario in copertina. Un privilegio che per gli azzurri era toccato solo a Max Pescatori. 

Rivederlo ai tavoli riempie i cuori e ci fa vivere anche di nostalgia. Ma Dario è un ragazzo che sa bene quello che vuole nella vita. E prima o poi tornerà ad essere una costante fissa nel panorama del poker nazionale e non. Lo ha promesso a se stesso, lo ha promesso a quei tanti tifosi che si incollano davanti al video nella speranza di vederlo volare. E’ solo questione di tempo. Quanta basta per rimettere in moto il “Caterpillar Nazionale” a suon di raise e allin.