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Lunedì, 21.08.2017

Dopo il Tribunale di Gorizia anche Trieste da ragione ai player
am Friday, December 20, 2013

Dopo la sentenza in primo grado della Commissione Provinciale di Gorizia arriva un’altra buona notizia dalla Commissione Tributaria Regionale di Trieste, la quale, nel secondo grado di giudizio ha dato ragione ad un poker player che aveva ottenuto vincite in un casinò sloveno, dichiarando illegittima la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sulle vincite ottenute nei casinò dell’Unione Europea.

come riportato dalla redazione di GiocoNews

La conclusione cui il Collegio giunge è nel senso che I’art. 67 comma 1, lettera d) TUIR, così come applicato nel caso di specie in riferimento a vincita conseguita da cittadino italiano in casa da gioco autorizzata slovena, non sia compatibile con la normativa comunitaria“.

“Il regime fiscale, così come applicato nel caso di specie, con tassazione, nei confronti dei cittadini residenti proporzionale e progressiva delle vincite conseguite in case da gioco autorizzate site in altri Stati membri, costituisce per i cittadini residenti restrizione implicante ostacolo, non giustificato per ragioni di interesse pubblico diverse dall’incremento della pretesa fiscale”

“Nel quadro delle disposizioni seguenti, le restrizioni alla libera prestazioni dei servizi all’interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione”.

agenzia-delle-entrateQuelli sopra citati sono i passi chiave della sentenza che in sintesi dichiara illegittima l’azione dell’Agenzia delle Entrate che nell’operazione conosciuta con il nome di “all-in“, operazione in pieno svolgimento che ha preso e sta prendendo di mira moltissimi giocatori, professionisti e meno, che hanno conseguito vincite nei casinò stranieri della comunità europea e ai quali è stato imputato il reato di evasione fiscale e di conseguenza chiesto il pagamento delle tasse arretrate sulle suddette vincite.

In sostanza, le cartelle esattoriali recapitate dall’AdE sarebbero in contrasto con il diritto comunitario, in special modo quelle inerenti alla libera circolazione di servizi all’interno dell’Unione europea e pertanto nulla sarebbe dovuto da parte del poker player all’erario italiano. Lasciamo il condizionale in quanto l’Ade ha ancora la possiblità di ricorrere in terzo grado contro la decisione di Trieste.

Un caso analogo verrà discusso nei prossimi mesi dalla Corte di Giustizia Europea ed alla luce dell’orientamento dei giudici comunitari già espresso nel famoso “Caso Lindman” dove una signora finlandese, in viaggio in Svezia, avendo conseguito una consistente vincita in un casinò locale il fisco finlandese aveva preteso il pagamento erariale anche nel paese d’origine, ma la Corte di Giustizia Europea ha ribadito il divieto di doppia imposizione.

In gergo pokeristico si potrebbe dire che l’all-in della magistratura inquirente sia stato visto da quella giudicante, la quale ha mostrato gli assi. Cristiano Blanco confida sempre a GiocoNews che nell’ambito del suo ricorso, la stessa Commissione Europea con una lettera del 13 settembre 2013 avrebbe chiesto ufficialmente all’Italia spiegazioni in merito alla tematica della doppia tassazione. La strada è ancora impervia ed irta di ostacoli ma il colpo inferto oggi all’Agenzia delle Entrate secondo nostre fonti dovrebbe portare quantomeno allo stop di nuovi procedimenti. La giornata di oggi regala ad ogni modo un Natale più sereno a tutti i pokeristi italiani.

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