lost password?
Sabato, 25.11.2017

Erion Islamay beffato dal managment di PokerStars.it
am Sunday, April 6, 2014

Sembra che la storia si ripeta, non passa mese ormai che non si sappia di poker players che vengono trattati alla maniera di “Apprentice” e come novelli Briatore i manager che gestiscono le poker rooms in Italia li vediamo sempre più impegnati ad alzare il braccio sinistro all’altezza della spalla ed elargire un misero “Sei Fuori” con i dito indice puntato verso una fantomatica porta. Ma rispetto a Briatore, questi signori hanno molta strada da percorrere prima di potersi arrogare il diritto di trattare i suddetti poker players come carne da macello.

Erion IslamayL’ultimo fatto, che ha davvero dell’irreale, vede coinvolto Erion Islamay Pro Player, commentatore televisivo che “nel suo piccolo” tanto ha dato alla diffusione e comprensione del nostro sport. Copia-incolliamo un suo post apparso oggi nella sua bacheca di Facebook.

24 GENNAIO: Dopo essere stato contattato da Elena Galli (marketing manager di PokerStars.it), prendo parte ad un casting a Milano, avente lo scopo di scegliere il “Poker Coach” della CASA DEGLI ASSI. Ruolo importante all’interno dello show coordinato dal “Direttore della Casa” interpretato da Luca Pagano. Al casting partecipano diverse persone e la Commissione giudicante è composta da 6 membri di Magnolia (la Casa di produzione dello show) e da 3 di PokerStars.it (Alberto Russo, Luca Pagano ed Elena Galli).

20 FEBBRAIO: Elena Galli mi contatta telefonicamente e mi riferisce che sono stato scelto come Poker Coach. Andrò un mese in Marocco, retribuito, a partire da inizio aprile. Mi dice inoltre che PokerStars.it (PS) vuole legare la mia immagine alla loro, facendomi diventare subito membro del TeamPRO insieme a Luca Pagano e Pier Paolo Fabretti. Mi propone un contratto che io accetto.

24 FEBBRAIO: Tramite mail, trovo formalizzati per iscritto tutti i punti del contratto, preventivamente discussi e concordati; mi viene dato il benvenuto all’interno del TeamPRO di PokerStars.it da Barbara Beltrami (country manager) e da altri membri della dirigenza.
Come da contratto, partecipo all’IPT di S.Vincent dove infatti trovo il buy in pagato da PS. Inoltre viene concordata assieme a Luca Pagano la mia presentazione ufficiale durante l’evento: egli è incaricato di presentarmi in veste di Poker Coach e nuovo membro del TeamPRO.

25 FEBBRAIO: Come da accordi con PS, concludo anche la mia collaborazione con POKERItalia24 (dopo ben 4 anni) relativamente ai commenti del WPT, perchè prodotto brandizzato da altra room.
Inoltre, provvedo a fare cash out da tutte le poker room, poiché secondo gli impegni assunti, avrei dovuto giocare in esclusiva per PS.

27 FEBBRAIO, DAY1A, S.VINCENT: Prima dell’inizio del torneo, il responsabile dei tornei live di PS, mi mette la patch da TeamPRO sul braccio e sulla maglia. Vengo visto dai blogger che mi fanno i complimenti (mi danno addirittura il “Benvenuto in famiglia!”), e da molti giocatori lì presenti. Mi siedo al tavolo.
Dopo una ventina di minuti, il responsabile di prima mi stacca letteralmente le patch da TeamPro e le sostistuisce con quella da qualificato online, dicendomi solamente che c’è stato un problema col “Team Centrale”.
Cinque ore dopo, ricevo un sms da Elena Galli, la quale mi scrive che c’è stato un problema e che: “non potranno presentarmi durante questo evento”.
Le rispondo invitandola a sentirci per spiegarmi meglio la situazione, ma non ricevo risposta.

28 FEBBRAIO, DAY1B: Dietro mia sollecitazione via mail, alle ore 18 vengo contattato telefonicamente da una persona di PS con cui non avevo mai parlato prima, e non da Elena Galli o Barbara Beltrami, con le quali avevo trattato e gestito sino ad allora ogni aspetto del mio rapporto con PS.
Mi riferisce testualmente: “Il Team Centrale ha bloccato l’operazione” .
Non entrerò nel TeamPRO e non sarò il Coach della Casa degli Assi.
E aggiunge: “E’ già stato trovato un sostituto come Coach in Alberto Russo”, marito di Barbara Beltrami – country manager di PokerStars.it, il quale non ha partecipato al casting di Milano come aspirante ma, bensì, come membro della Commissione di selezionatori.
Motivazione che mi viene fornita: “per il Team Centrale, la mia immagine è ancora troppo legata ad una room concorrente”.
Mi viene detto che sono terribilmente dispiaciuti e che se voglio, posso iniziare una serie di attività con PS, in modo da legare maggiormente la mia immagine alla loro; se la collaborazione sarà proficua, l’anno prossimo avremo avuto una base per impostare un discorso differente; in tale collaborazione, avrei dovuto giocare gli IPT rimanenti pagati da loro (escluse spese di viaggio e alloggio), giocare sul loro sito e commentare qualche volta i tavoli finali dei loro eventi, il tutto per un valore di molto inferiore a quanto previsto dal contratto, e con la netta sensazione, da parte mia, che stessero cercando un modo per levarsi una grana, piuttosto che investire sulla mia persona.

1-2-3-4 MARZO: Trascorro giorni orribili, dove passo dall’entusiasmo iniziale, dai complimenti degli altri giocatori, al vedere sgretolarsi in un solo colpo tutte le aspettative future di questo progetto lavorativo.
Una situazione umiliante dove vengo completamente ignorato da quelli di PS che lavoravano all’interno del casinò e che si erano complimentati pochi giorni prima, e dove tutte le persone “importanti” di PS che mi avevano accolto e con cui avevo gestito ogni aspetto del mio rapporto contrattuale, erano letteralmente scomparse, senza nemmeno una telefonata, che mi è stata fatta da un estraneo.

Nonostante sia uscito dal torneo, rimango comunque fino all’ultimo giorno a S.Vincent in quanto avrei dovuto commentare il final table come mio dovere contrattuale, ma nessuno mi ha messo cuffie e microfono.

Ho partecipato ad un casting, sono stato scelto tra numerose persone, e alla fine il ruolo di Poker Coach è stato affidato ad un membro dei selezionatori. Ho negoziato un contratto, concluso ed accettato da entrambe le parti, che ha avuto parziale esecuzione e che è stato letteralmente stracciato come nulla fosse, in maniera unilaterale.

Quanto accaduto ha delle serie ripercussioni:

– Ho terminato la mia collaborazione con POKERItalia24, la quale ha già trovato un sostituto al commento del WPT;

– Ho rifiutato un’altra offerta di sponsorizzazione che avevo in piedi da prima;

– Non ho giocato, e di conseguenza ho bloccato tutti i piani relativi allo Status Vip su altra room, per dare spazio a questo nuovo progetto.

Per concludere: ho perso tempo, la mia immagine è stata fortemente danneggiata e sono stato trattato in maniera inadeguata sia dal punto di vista professionale che umano.

L’intento di questo post è quello di rendervi partecipi dell’esperienza che ho avuto e di mostrarvi una condotta, che per me è stata davvero deludente, soprattutto sotto l’aspetto umano, di chi amministra e gestisce la più grande room che opera su suolo italiano.

A voi i giudizi. Io, sicuramente, non ho intenzione di fermarmi a queste righe.

Grazie dell’attenzione.

Erion“.

Molti i post di stima e sostegno nei confronti di Erion Islamay, così come molti sono i post che attaccano PokerStars.it relativamente al trattamento che hanno riservato all’ex Pro di GD, sicuramente a fungere da “capro espiatorio” (secondo l’opinione di chi scrive) è stato Alberto “grandealba” Russo, che avendo preso il posto di Islamay come coach ne “La Casa degli Assi” ed essendo sposato con la Country Manager di PokerStars.it è la figura che è stata messa, prima di altri, sul banco degli imputati, passando per “raccomandato”. E’ normale che il dubbio possa sorgere a molti, ma non dobbiamo dimenticare che Alberto Russo ha cominciato a raccontare di poker fin dal 2005, prima ancora di conoscere l’attuale moglie, e tutto ciò che è riuscito a costruirsi lo ha fatto essenzialmente con il solo lavoro e le sue capacità.

Detto questo ci possiamo esimere dal criticare un post di risposta, apparso nel profilo facebook di Alberto Russo, che utilizzava toni poco consoni per un professionista del suo calibro, ma chi non inveirebbe contro il mondo se venissero offesi i nostri cari?

Un Passaggio nel post di risposta di Alberto Russo rende comunque più chiara la situazione “…. Quello che so di certo è che nella Casa ci sarei entrato comunque e con la stessa visibilità perchè è il mio LAVORO, e invece ora non dormo la notte per coprire 2 figure (manager e coach) e preparare tutti i materiali per le lezioni da fare ai concorrenti portando nel frattempo avanti il mio lavoro“.

Non siamo qui per giudicare ed esprimere un’opinione sul fatto che Alberto Russo sia o meno raccomandato, personalmente il mio pensiero è che Alberto ricopra il ruolo che ora ha solamente grazie all’abnegazione ed al senso di dovere che ha al duro lavoro che ha svolto in tutti questi anni, non possiamo chiudere gli occhi di fronte al trattamento riservato ad Erion Islamay, unica sua “pecca” è l’aver portato alla luce questa questione oltre un mese dopo che i fatti sono successi.

Quello che ci fa inorridire è come, la poker room numero uno in Italia stia continuando imperterrita quell’opera di distruzione della fiducia che era stata loro riposta da centinaia di migliaia di utenti, avevano cominciato con Salvatore Bonavena, passando da Luca Moschitta e Dario Minieri per arrivare ora ad Erionis, ed il ben servito arriva avanzando scuse che hanno quasi del ridicolo “Motivazione che mi viene fornita: “per il Team Centrale, la mia immagine è ancora troppo legata ad una room concorrente.” sembra quasi che il managment non fosse a conoscenza, prima della proposta di contratto, del fatto che Erion Islamay fosse stato uno dei volti di GD poker in Italia, lo portano alla risoluzione del contratto di collaborazione con PI24 sempre per lo stesso motivo per poi durante il main event di IPT a Saint Vincent, comunicargli il dietro front dell’operazione da parte della room della picca, prima con un sms e successivamente con una telefonata di un “anonimo” interlocutore (e non dai manager che avevano gestito gli accordi e l’intera operazione) che “Mi riferisce testualmente: Il Team Centrale ha bloccato l’operazione. Non entrerò nel TeamPRO e non sarò il Coach della Casa degli Assi” .

Troppe anomalie nella gestione della questione, ed un contratto di sponsorizzazione è questione alquanto delicata, troppi silenzi, troppa superficialità sopratutto in virtù del fatto che l’azienda ha “giocato” con la vita professionale di una persona, Erion Islamay in questo caso, ma poteva anche chiamarsi Tizio Caio o Sempronio che poco cambiava.

Il Texas Hold’em italiano è sempre più alla mercè di manager che non hanno alcuno scrupolo, ma pare non abbiamo neanche il senso di ciò che fanno, dovrebbero gestire un’azienda ed invece pare che gestiscano il bar dell’oratorio, in maniera quindi molto approssimativa, se il mercato sta pian piano morendo, è anche grazie a questo genere di operazioni, a questi team di persone che guadagnano centinaia di migliaia di euro l’anno per giocare con la vita professionale delle persone, che ci sia qualcosa da cambiare??

“Noi siamo il poker” declama un famoso spot pubblicitario, e forse è proprio grazie a questo delirio di onnipotenza che questi dirigenti commettono certi scivoloni. Bisognerebbe che in molti tornassero a fare un bagno di umiltà e gestire le loro aziende in maniera professionale e non approssimativa, Flavio Briatore non ne sarebbe affatto contento, quindi attenzione signori manager perchè potrebbe capitare anche a voi di sentirvi dire “Sei Fuori”.