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Domenica, 20.08.2017

Il Casino’ Perla visto dietro le quinte
am Saturday, January 25, 2014

I tredici giorni di blog dell’Italian Poker tour ci hanno permesso di vedere il Casinò Perla di Nova Gorica, come non lo avevamo mai visto. Un colosso del gioco, un’azienda rodata e una grande macchina organizzativa per supportare un apparato che da ventuno anni rappresenta un punto fermo non solo per i giocatori italiani e sloveni, ma  anche per tantissime altre nazioni. E così il nostro viaggio, in quello che ci piace chiamare il dietro le quinte, passa anche attraverso quegli uomini all’apparenza invisibili e invece indispensabili per il quotidiano svolgimento delle attività sia del casinò sia dell’hotel. 1362479323_casino_perla[1]

Incontriamo David Kamsek direttore de Casinò&Hotel Perla e Franko Zelinscek direttore dell’area gioco del Perla. Il primo nonostante la giovane eta è da quasi 20 anni nel mondo dei casinò e da appena tre mesi nuovo direttore del Perla. Il secondo invece fa ormai parte da tempo del Perla e oltre ad essere il responsabile della area gioco è anche la memoria storica del casinò.

David, anche se da poco tempo si trova al timone del Perla, che idea ha del Casinò? 

E’ sicuramente il miglior luogo dove io ho lavorato in questi 20 anni. Ho avuto la fortuna di girare tantissimi casinò grazie al mio lavoro. Ma un luogo così non lo avevo mai trovato. Il Casinò Perla raccoglie al suo interno più tipologie di luoghi. Dalla classica area giochi, passando per i numerosi ristoranti, dalla zona relax e spa, arrivando al poker. Senza dimenticare l’area Hotel e la zona feste/eventi. 

Siete un casinò, che oltre ad attirare numerosi giocatori di poker, attira anche semplici appassionati del gioco?

Vero. Ogni fine settimana passano di qui almeno duemila persone. Chi per giocare gli eventi di poker, chi per divertirsi ai classici giochi da casinò e chi per passare qualche ora in allegria con gli eventi che organizziamo nell’arena. Un gran bel mix. Abbiamo una clientela variegata e alle volte vorrei poter fare di più per soddisfarla. 

Ovvero? 

Vede abbiamo 250 camere qui al Perla per un massimo di 500 persone. Poi fanno parte del nostro gruppo, sia il Sabotin sia il Park che il Lipa. Ma quasi tutti i nostri clienti, anche per una sola notte vogliono soggiornare al Perla. E purtroppo questo non è possibile. 500 persone sono il massimo della nostra capienza, fra singole, doppie, triple e suite. Dunque molti non trovano sempre posto e questo mi dispiace. 

Sono previsti lavori di ampliamento in questo senso ? 

No al momento no. Ci sono in ballo altri progetti, ma che non riguardano l’ampliamento del numero delle camere. 

Che idea si è fatto dei giocatori di poker ? 

Sono ottimi clienti per noi. Certo non hanno molto in comune con il classico giocatore da casinò. Sia nella mentalità sia nell’abbigliamento. Ma per noi sono clienti speciali ai quali teniamo molto. 

E dei giocatori Italiani in generale?

Anche in tempi di crisi rimangono la clientela migliore. Forse in qualche caso rumorosi , ma hanno una mentalità completamente differente dai giocatori di altre nazioni. E non lo dico perché rappresentano la fetta più grande della nostra clientela. Ripeto ho dovuto girare molti casinò per lavoro e vi assicuro che nessuno come gli italiani vive e sente il casinò. 

Da chi guida il timone del casinò a chi ormai da anni ne fa parte, gestendo l’area gioco, il passo è breve e naturale.

Franko che impatto ha avuto l’effetto texas hold’em sul Casinò Perla? 

E’ stato un assoluto ciclone. Ma in senso positivo ovviamente. Eravamo abituati ad un certo tipo di ambiente, che da un giorno all’altro ha dovuto cambiare mentalità e aprirsi a questa nuova frontiera. Non dico che sia stato facile, specialmente all’inizio, ma poi con grande naturalezza abbiamo saputo unire le forze, convivendo senza problemi. 

Ma in cosa sono così realmente diversi i giocatori di poker da i giocatori tradizionali del casinò ?

In tante cose (ride,ndr). All’inizio non è stato facile. I giocatori di poker venivano visti come alieni all’interno del casinò. Da persone in giacca e cravatta, siamo stati invasi da persone con abiti molto più sportivi, che avevano anche un comportamento più bizzarro. Insomma non erano e non sono proprio disciplinati come i giocatori da casinò tradizionali. Il solo fatto di vederli girare in tuta nell’area gioco, solo dieci anni fa sarebbe stato impensabile. E invece a poco a poco ci siamo resi conto, che certi divieti, certe etichette e anche una certa mentalità andava cambiata. Perché comunque il giocatore di poker sarà diverso da quello dei giochi tradizionali, ma al tempo stesso gioca, spende e muove un grande volume di gioco. 

L’arrivo del texas hold’em non ha cambiato solo la clientela, ma di fatto anche il personale. Un nuovo gioco che ha dato tanti nuovi posti di lavoro ?

Si è vero. Abbiamo dovuto creare una nuova tipologia di personale. Che oltre a imparare le regole del gioco, sapesse tenere in pugno tavoli numerosi per tante ore al giorno. Diciamo che sotto questo punto di vista, sono favoriti di più i giovani, rispetto a chi ha superato da tempo i quarant’anni. Sia perché i giovani conoscono meglio il gioco, sia perché essendo giovani hanno un fisico più strutturato per durare più tempo ai tavoli. E’ difficile per una persona di 45-50 anni reggere per tante ore non solo a livello mentale ma anche fisico ai tavoli. 

Per lei cosa rappresentano i giocatori Italiani in generale ? 

Mi unisco a quello che ha detto in precedenza il direttore. Sono in assoluto la migliore clientela possibile. Si è vero alle volte non sono il massimo della disciplina, come lo possono essere giocatori tedeschi o austriaci. Ma nessuno ha la forza economica degli italiani ai tavoli. Soltanto i giocatori cinesi possono vantare maggiore liquidità. Ma l’amore per il gioco da parte degli italiani è impressionante. 

Da quando l’ufficio dell’entrate italiane sta marcando stretti i poker players italiani per le vincite all’estero, gli stessi giocatori di poker azzurri non vedono di buon ‘occhio le trasferte all’estero. Questo problema quanto si è sentito al Perla e quanto anche nei giochi tradizionali. 

Guardi, ho sentito parlare del problema, ma devo essere sincero, nessuno degli enti italiani è mai venuto a chiederci niente. E se anche fosse, non ci sogneremo mai di mettere nei guai le persone, per una legge che reputiamo ingiusta. Inoltre andrebbe contro il nostro interesse, allontanando dal casinò tantissime persone. Quindi i giocatori italiani in generale possono stare tranquilli qui da noi.