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Sabato, 19.08.2017

Joe Hachem, il poker sta morendo anche a causa di Gold e Yang
am Tuesday, February 11, 2014

Un’intervista rilasciata da Joe Hachem, durante l’Aussie Million,  a Bluff Magazine la scorsa settimana ha suscitato molto scalpore nella poker community mondiale. Infatti secondo l’ex Campione del mondo del 2005 ha apertamente accusato Jamie Gold e Jerry Yang di aver “distrutto” il titolo di campione del mondo.

Infatti secondo Hachem dopo le vittorie al Main Event delle WSOP di Jamie Gold e Jerry Yang (reputati dallo stesso Hachem privi di personalità)  è stato un susseguirsi di vincitori senza personalità ed esperienza, giocatori “ragazzini” che non posso  inadatti ad essere gli ambasciatori del poker nel mondo.

hachemSempre secondo Hachem negli ultimi 4/5 anni si è visto un cambio di tendenza al Main Event WSOP, ed il prizepool acquisisce il ruolo prinicpale surclassando di fatto l’ambizione di essere l’immagine del poker a livello mondiale. Hachem infatti, nella sua intervista sostiene “Quando ho vinto il titolo di Campione del Mondo nel  2005 in molti mi parlavano dei soldi vinti, non che non mi importasse della somma sia chiaro, ma ciò che mi importava maggiormente era il privilegio di essere l’immagine del poker, il gioco che amo così profondamente. Il denaro è si importante, ma il titolo resterà mio fino alla fine dei miei giorni, e nessuno potrà togliermelo“.

Quindi la ferma convinzione di Hachem è che il poker stia morendo, perchè si sta perdendo il lato umano del gioco, oggi interessa infatti solo l’aspetto monetario, il che porta inevitabilmente alla totale assenza di divertimento, all’incapacità di comunicare e divertirsi con le altre persone al tavolo. Questi sintomi sono attribuibuibili anche al totale isolamento proprio del grinders online che passano ore ed ore nel più completo isolamento davanti ad un pc.

Secondo Hachem un esempio positivo, al giorno d’oggi, è dato da Antonio Esfandiari, uno dei pochi ad essere in grado di divertrsi ancora e far divertire gli altri giocatori al tavolo con lui, e questo perchè “non è un player dell’online“.

Event 62_Day 01c_In risposta a questa “mancanza” di ambasciatori del poker interviene Jerry Yang, che è stato preso in causa proprio da Hachem, in un’intervista rilasciata a pokernews.com si ritiene “scioccato” dalle affermazioni di Hachem, che lo vedono coinvolto, alla domanda “Pensi di aver svolto i tuoi compiti (di ambasciatore del poker)?” Yang risponde “Non posso giocare molto, come altri campioni del mondo, ma credo comunque di aver fatto la mia parte, sopratutto in termini di beneficenza. Per quello che so sono stato l’unico campione del mondo ad aver donato 1 milione di dollari in beneficenza dopo la mia vittoria al  main event, e successivamente ho devoluto altri 800 mila dollari. Quindi per quanto riguarda le opere di beneficenza e la promozione del gioco che amiamo, credo di aver fatto la mia parte.

Ho sei figli ed un business da seguire, quindi solo perchè non gioco a poker ogni singolo giorno, oppure perchè non gioco il World Poker Tour o le partite high-stakes non significa che non ho la passione per il poker, ce l’ho e l’avrò sempre“.

Brett Collson (giornalista di pokernews) lo incalza : “Come giudichi Joe Hachem come ambasciatore del poker?

Yang risponde “Ad essere sincero non ho sentito molto parlare di ciò che ha fatto. Non provo rancore per quello che ha detto Joe nei miei confronti, io comunque continuerò a fare le cose che per me sono importanti, in primis beneficenza, e questo grazie alla mia educazione ed al periodo trascorso in un campo profughi. La mia intenzione è quella di aiutare anche i più poveri“.

Brett CollsonPensi che nessuno dei recenti campioni del mondo stiano facendo la loro parte per aiutare la crescita del poker?

Yang “Credo che ogni campione del mondo abbia la propria responsabilità, e devono seguire ciò che per loro è giusto. Se vedono qualcosa che possa essere migliorato dovrebbero contribuire al miglioramento. Onestamente non ho visto molto, ma non è detto che non stiano facendo nulla.

Yang non nasconde che nel momento della vittoria al Main Event la cosa più importante per lui è stata il denaro, importanza dovuta anche dal fatto che l’infanzia di Yang è stata piena di stenti, ed ora la sua famiglia ed i suoi figli vengono prima di ogni altra cosa, oltre alla beneficenza che per Yang è un punto fondamentale della propria vita, per questo ha devoluto il 10% della vincita al Main Event, come aveva promesso ad ESPN in tempi non sospetti.

Joe Hachem sarà soddisfatto delle spiegazioni che Jerry Yang ha fornito? Jamie Golde non si è espresso e chissà se mai lo farà, ma una domanda sorge spontanea: Il poker sta davvero morendo? Ai posteri l’ardua sentenza.

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