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Sabato, 25.11.2017

“La mancanza di una disciplina non rende illecito il gioco”
am Tuesday, February 11, 2014

“In base alle risultanza dibattimentali, si ritiene di assolvere l’imputato dai reati ascrittigli, in quanto è da escludere che, per le modalità di svolgimento del torneo, possa configurarsi un gioco d’azzardo.

poker-liveA tal fine vengono richiamate le sentenze della Corte di Cassazione sul punto, da ritenere pienamente condivisibili, in cui si sottolinea come non integri il reato di esercizio di gioco d’azzardo l’organizzazione di tornei di poker texano, in quanto i giochi di carte organizzati in forma di torneo, ove la posta in gioco sia costituita esclusivamente dalla quota di iscrizione (peraltro modesta), sono considerati giochi d’abilità e non di azzardo; in particolare, la mancanza di una disciplina per il poker sportivo non a distanza, non rende illecito il gioco, operando infatti la L. 4/8/2006 n.248 , art. 38″.

Con queste parole il tribunale di Pesaro accoglie la sentenza della Corte di Cassazione ed assolve Giuseppe Profeta che nel settembre 2010 era stato denunciato per esercizio del gioco d’azzrdo durante un blitz avvenuto nel suo locale, il Velluto Verde di Fano, in cui era in corso un torneo di Poker Texas Hold’Em dal buy-in di 60€ ed era stato sequestrato il montepremi di circa 3.500€.

La sentenza era arrivata ancora a novembre ma solo ora sono state rese note le motivazioni sopra riportate che in sostanza dicono che l’assenza di regolamentazione non significa che la disciplina sia illecita, e su questa motivazione lo stesso Profeta conferma a GiocoNews di essere già tornato a fare quello che era il suo lavoro:

Abbiamo riaperto il locale il 17 novembre. Ora si chiama “Club 2 di picche” a Fano. Ci sono già stati molti controlli ma noi facciamo solo poker sportivo freezeout e non avremo mai problemi con le forze dell’ordine. E sono molto soddisfatto visto che in 3 mesi abbiamo già tantissimi soci e players nel club

I controlli continuano, al club di Profeta così come in molti club che operano sul territorio italiano, ma il fatto che Profeta sia tornato ad organizzare tornei di poker con il bene placido della giustizia non vuol dire che la situazione sia risolta. Questa è solamente un piccolo passo avanti nella legalizzazione del Texas Hold’Em nei circoli. Servirebbe chiarezza da parte delle istituzioni e delle questure perché ad oggi, nonostante l’assoluzione di Profeta così come le altre assoluzioni avute in questi anni per reati simili, il rischio è ancora quello di incorrere in una denuncia per gioco d’azzardo e dover iniziare la lunga e tortuosa strada per giungere all’assoluzione, cosa comunque non scontata nonostante i precedenti eccellenti.