lost password?
Giovedì, 23.11.2017

L’editoriale: IPT è l’ora della verità
am Wednesday, November 27, 2013

C’è talmente tanto traffico nei piani alti della classifica dell’Italian Poker Tour, da far impallidire gli automobilisti che ogni giorno combattono nel caos del strade cittadine. Mai nei cinque anni di storia avevamo assistito a così tanti giocatori in lizza per la prima piazza. Nelle precedenti stagioni c’erano stati duelli appassionanti o al massimo lotte a tre, decise solitamente nell’ultima prova. Questa volta invece ci ritroviamo davanti ad un affollamento di giocatori, dove il vantaggio di ogni singolo player è cosi sottile dal dividere il tutto dal niente. Trionfo o sconfitta. Sogni e incubi. Tutto passa per forza di cose dalla tappa di domani a S.Vincent. 

Casinò

Tanti sono i motivi di questa lotta senza quartiere che tiene ancora vive le speranze di almeno tredici o quattordici giocatori. 

In primo luogo la breve durata di questa quinta stagione. Per rivoluzionare il proprio calendario stagionale la “Pagano Events”  ha incluso la “season V” in appena 4 mesi. Questo ha comportato un minor numero di tappe e quindi una minor dispersione di punti, come poteva accadere nelle altre stagioni. Basti pensare che nella seconda stagione le tappe furono ben dieci, otto in quella successiva e sette l’anno scorso. In quella in corso, considerando il “Gran Final” di domani, saremo a cinque tappe. Quindi inesorabilmente, una minor dispersione di punti consente un maggior concentramento di players nelle zone che contano. 

Il secondo dato che salta all’occhio è che nel vasto lotto di giocatori in corsa, ci sono in maggioranza nomi pesanti o quanto meno nomi che sono presenti da tempo nel panorama italiano del poker. Il primo è quello del capo classifica; Dario Sammartino. Sta vivendo un 2013 da protagonista e chiuderlo con un primo posto in graduatoria, sarebbe la degna conclusione di un anno da incorniciare. Ma non c’è soltanto lui. Ci sono Andrea Benelli, Antonio Bernaudo, Maurizio Musso, Gianluca Trebbi, Domenico Drammis, Michele Di Lauro, Carlo Savinelli e Pierpaolo Fabbretti. Giocatori affermati e noti al grande pubblico tutti in grado di poter ambire al successo finale. E questo perché? Perché la formula accumulator non premia, come pensano alcune male lingue chi ha più soldi, ma bensì chi è dotato di quelle skill necessarie per andare avanti in questo gioco. Certo un roll adeguato aiuta a prendere parte a tutti i day1 in programma. Ma se i soldi da soli non fanno la felicità, figuriamoci se fanno da soli il giocatore. Players di questo calibro abituati da tempo a calarsi nei vari circuiti live, che hanno spesso la possibilità di iniziare il day2 con circa 200-250 big blinds davanti a se, possono senza dubbio mettere quella marcia in più, che forse in altri format non possono avere. Sono come squali davanti a carne fresca. Ecco perché nel singolo torneo tutti possono ambire alla vittoria e alla picca, ma poi nel lungo periodo in ottica classifica sono i migliori giocatori a giocarsi il podio. Cosa che invece non succede altrove o che non era mai accaduta negli anni passati.

sammartino

Infatti, se mai nelle passate stagioni c’era stato così tanto traffico in vetta alla classifica, mai c’erano stati cosi tanti big in lotta. Certo nel mezzo a loro ci sono nomi meno conosciuti o autentici outsider, che hanno discrete possibilità di farcela, ma un lotta con un tasso tecnico così alto mai l’avevamo vista nel nostro paese.  E di questo dobbiamo esserne felici. Che il format possa piacere o meno al grande pubblico è un altro discorso che va affrontato in altra sede. I numeri e i dati però dicono che la “Pagano Events” ha avuto ragione. E alla fine si sa, che sono i numeri i veri risultati. 

Numeri e conti che da domani inizieranno a fare tutti i protagonisti di questa bellissima volata, che assomiglia  alla più dura tappa del “Giro D’Italia”. Sarà una sfida a distanza, di tattica, di improvvise fughe e di continui recuperi. Di strappi in salita (di chips ovviamente) e di brusche frenate, lungo board pericolosi e river diabolici. Il minimo errore potrà costare caro. E se vogliamo continuare nel gioco dei paragoni, specie nelle primissime posizioni, sarà come assistere a combattuti match di calcio. Marcature strette e vigili, contropiedi fulminei e rapide ripartenze. Marcature più a uomo che a zona domani. Verrebbe da dire gioco in difesa di “trapattoniana” memoria per chi il podio lo difende e gioco in attacco in stile “Zemanlandia” per chi deve rimontare. Ma difficilmente vedremo un Sammartino, un Benelli e un Bernaudo, rinunciare al proprio stile di gioco, arroccandosi in completa difesa. Sarebbe l’errore più grosso da commettere. Amministrare va bene, evitare certi rischi pure, ma cambiare totalmente pelle potrebbe costare caro. Certo il giocatore che sa adattarsi alla varie situazioni è il giocatore che potrà nella sua carriera ambire a qualcosa di grande. Ma adattarsi non è cambiare. Sarebbe come arrendersi al destino senza metterci del proprio. E per come li conosciamo ci daranno ragione. 

Per noi addetti ai lavori, appassionati di texas hold’em e aspiranti players, saranno sei giorni intensi da seguire e da vivere. Non mancheranno le emozioni, non mancheranno i colpi di scena. Non mancherà quel brivido finale verso il traguardo. Tutto sempre in equilibrio, in mezzo al traffico più totale, dove anche il mezzo punto farà la differenza. Una differenza da non poco, fra una sponsorizzazione completa per la prossima stagione, una parziale sponsorizzazione e il nulla cosmico. PICCA

Keep Calm & Conquista la vittoria.