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Giovedì, 24.08.2017

L’editoriale: l’EPT di Praga e i suoi dolci ricordi
am Thursday, December 12, 2013

Dici Praga. E se sei un pokerista, pensi subito a Bonavena e al nostro unico alloro in dieci anni di EPT. Una notte dolcissima di cinque anni fa. Che colorò di azzurro il cielo notturno della capitale ceca, immersa nelle neve e nell’entusiasmo di una torcida azzurra che trascinò i nostri al successo. Se per cinque anni quel sogno di alzare la picca ci era rimasto tale, pur sfiorandolo in diverse occasioni, quella notte piazzammo una doppietta storica. Salvatore Bonavena sul gradino più alto del podio e Massimo Di Cicco medaglia d’argento. Con Cirianni fermato in quinta posizione. Quello che sognavamo da tempo e che la sfortuna in qualche occasione ce lo aveva strappato, lo prendemmo con gli interessi in una notte pazzesca. 5388[1]

Sembrava la fine di incubo, sembrava l’ora della resa dei conti, sembrava essere il giorno della svolta. E invece dal tabù di una vittoria che non arrivava mai, siamo passati ad un altro tabù. Centrare la seconda picca. Si perché da quel giorno, noi non solo non l’abbiamo più vinta. Ma non l’abbiamo neanche più sfiorata, fatta eccezione per qualche caso isolato. Sfortuna? Bé in parte si. Lo sappiamo quanto essa influisce nel singolo torneo. Diciamo che qualche coin flip in più potevamo portarlo a casa. Qualche “80vs20” poteva tenere maggiormente. Ma limitarsi al discorso fortuna – sfortuna sarebbe demagogico e anche da stupidi. C’è molto di più. C’è che pochi giorni dopo quel trionfo, ai players italiani fu impedito di accedere alle .com. Quel trampolino di lancio essenziale per fare il salto di qualità. Certo sulle .it di talenti ne sono nati e cresciuti, ma rimanere nel guscio alla lunga è negativo. Come se in una gara automobilistica gli altri avessero in dote degli autentici bolidi e noi una buona macchina, ma non in grado di tenere il passo. Le .it sono ottime scuole e grandi palestre, ma le .com sono come dell’università. A noi quelle università sono state negate. Negli altri paesi invece no e negli ultimi anni i risultati hanno parlato chiaro. Basti vedere quello che sono stati capaci di fare i Tedeschi. Rettenmaier, Nitsche e Gruissem sono l’emblema di un movimento tedesco che avanza in maniera impressionante. Da panzer teutonico. Vincenti prima nell’online, hanno pian piano fatto incetta di trofei nel poker live. 

Fa quasi sorridere, un sorriso amaro ovviamente, se pensiamo che il giocatore con il maggior numero di “In the Money” nella storia dell’European Poker Tour è Italiano. Luca Pagano è stato tra i primi a prendere parte alle primissime tappe del circuito e dieci anni dopo può vantare questo record. Un giocatore stimato e rispettato che a sua volta ha sognato e ha fatto sognare in tante tappe, in tanti momenti. Eppure nemmeno un giocatore del suo infinito valore c’è riuscito. Luca_Pagano

Sono passati cinque anni da quella notte. Un secolo se pensiamo a come in questo lasso di tempo, il gioco si è evoluto e si è trasformato. Salvatore Bonavena da semi-sconosciuto ha conosciuto le luci della ribalta all’improvviso ed è stato bravo a rimanerci. Si perché “Mister EPT” da quel giorno di strada ne ha fatta. Un IPT portato a casa, un altro sfiorato e grandi cavalcate alle wsop. Ma i ricordi lasciano purtroppo il tempo che trovano e il presente scorre veloce, con un futuro prossimo che chiede spazio. 

Eppure tornare “sul luogo del delitto” non può che essere la cura migliore. Li abbiamo sognato e li allo stesso tempo il nostro nuovo incubo è iniziato. E qui vorremmo che finisse. Praga è sempre lì. Maledettamente bella e affascinante come una donna che nonostante gli anni riesce a far battere i cuori. I cuori di chi quella notte era li oppure (come chi scrive) davanti al pc, gonfi di felicità. Ci piacerebbe risentire l’urlo di Alberto “GrandeAlba” Russo in diretta TV. Ci piacerebbe risentire il tifo scatenato di una curva azzurra incontenibile e inarrestabile. Ci piacerebbe risentire il “popopopopopopo” che accompagna il ritorno in sala di Salvatore e Massimo. Ci piacerebbe risentire l’inno di Mameli improvvisato e cantato con orgoglio da vendere prima di un un testa a testa storico. Frammenti di storia e speranze. Dolci ricordi insomma che abbiamo ogni qualvolta l’European Poker Tour fa tappa da queste parti. 

Se di Roma ci siamo cinti la testa, a Praga vogliamo la nostra seconda picca. Sognare non costa nulla. 

 

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