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Giovedì, 17.08.2017

Marco “Magicbox” Bognanni, da Malta al triplete.
am Monday, February 24, 2014

La scorsa settimana Marco “magicbox” Bognanni ha compiuto un’impresa chepotrà rientrare sicuramente nella storia del poker italiano, in una sola sera è riuscito ad aggiudicarsi 3 tornei lasciandosi alle spalle oltre 33.000 giocatori, ma non pago ha chiesto  attraverso i social network “delucidazioni” su come potersi aggiudicare la Triple Crown, il suo prossimo obbiettivo. Marco Bognanni, grinder online di professione,  si racconta per pokerfirma.it, il trasferimento a Malta, le differenze fra i texas holdem .it e .com, la sua impresa. In Marco Bognanni a tutto tondo insomma.marco_bognanni

Pokerfirma.it:  Quando hai maturato la decisione di lasciare l’Italia per grindare? I motivi principali?

Marco Bognanni: è successo circa nel Novembre 2011, esattamente quando il mio capo di Enjoybet Antonio Ricci mi ha offerto questa possibilità, spiegandomi le opportunità che mi avrebbe creato questa scelta, nonchè i vantaggi non indifferenti che Malta offre per i grinder professionisti di texas holdem, primi fra tutti il vantaggio sulla questione fiscale in tornei live fuori dall’italia o il vantaggio di poter grindare sulle pokeroom punto com migliori del mondo!

Pokerfirma.it:  Quali sono le differenze principali che hai notato far .com e .it?

Marco Bognanni: Indubbiamente a primo impatto c’è una notevole differenza per quanto riguarda i prizepool dei vari mtt, con tornei a buy-in modesto come 11$ o 22$ troviamo montepremi di 300mila dollari e un succoso Sunday million ogni domenica; ma a livello pratico le differenze sono molteplici, come una consapevolezza del gioco piu elevata per la maggiorparte dei players, cosi come un numero piu elevato di tornei turbo, quindi mtt poco giocabili dove le qualità predominanti dovranno essere differenti da quella che è la norma dei tornei deepstack del punto it. Altra differenza eloquente è la partecipazione ai tornei giornalieri di un numero incredibile di iscritti, non si fa fatica a trovare sul punto com piu di 10 tornei in un giorno che hanno maggior affluenza del piu ricco sunday special del punto it.

Pokerfirma.it:  E’ cosi profondo l’abisso fra i players italiani e quelli stranieri?

Marco Bognanni: Diciamo che avendo strutture diverse, le qualità dei singoli giocatori dovranno basarsi su concetti differenti, però una cosa che si nota subito sui vari punto com è la migliore disposizione dei giocatori nella conservazione dello stack, molti meno errori, molto pot control e davvero poche volte si buttano via chips nelle fasi iniziali dei tornei per provare bluff sconsiderati o herocall forzati. Detto questo sono convinto però che molti topreg del punto it potrebbero comunque dire la loro anche in terra straniera.

Pokerfirma.it: A un giocatore che vuole intraprendere la carriera di grinder online cosa consigli? Lo inviteresti a trasferirsi fuori dai nostri confini per giocare?

Marco Bognanni: Penso che il mio percorso possa essere un buon esempio da seguire, perchè trovo che passare un primo periodo in italia per formarsi con una media di giocatori piu scarsi possa dare consapevolezza e la giusta forza mentale per affrontare poker room straniere senz’altro piu ostiche. Gli swing sul punto com sono davvero pesanti, si possono cogliere picchi di perdite anche per 50/60mila € anche sui grafici dei piu forti giocatori del mondo, percio bisogna affrontare un eventuale trasferimento quando si è gia abbastanza esperti e si ha già le spalle coperte, economicamente parlando. Penso che due anni di punto it vadano bene per capire se sia questa la strada giusta da voler intraprendere e poter cosi provare il passaggio e la sfida sui punto com.

Pokerfirma.it: Quando ti rivedremo in italia per qualche live?

Marco Bognanni: Guarda credo molto presto, già la prossima settimana col mio compagno di team enjoybet Sergio Castelluccio prenderò parte all IPT accumulator di Saint Vincent.

Pokerfirma.it: Parlaci di questo “triplete”…com’è nato?!? Sensazioni e consigli per chi si mette a fare sessioni decisamente lunghe.

Marco Bognanni: Davvero una grande emozione ed una grande gioia, non tanto dal punto di vista del guadagno, sui vari punto com ogni domenica ci sono tornei con in palio centinaia di migliaia di dollari, ma piu per una questione di orgoglio, mi han riferito che nessuno mai era riuscito in questo tipo di impresa, vincere nella stessa sera 3 tornei da piu di mille players, quindi fa davvero piacere, ma vi assicuro che è nato tutto come una delle piu classiche sessione domenicali, 70 o piu mtt tra le diverse room e piu di 10 ore di lavoro previste, risultato senz’altro ottimo anche se dopo la 14ora di grinding ero un filo stanco. Quello che posso consigliare ai meno esperti è di fare un plan preciso dei tornei ai quali iscriversi per non perdere il focus necessario su nessun torneo nel bel mezzo della sessione, quando verosimilmente si può arrivare anche ad avere piu di 25 tavoli contemporaneamente.

Pokerfirma.it:  La tua opinione, sull’inchiesta proposta da Pokerfirma.it

Marco Bognanni:  Per quanto riguarda la vostra inchiesta sul mercato punto it, trovo come causa generale di questo andamento il mancato ampliamento degli orizzonti pokeristici italiani, ovvero penso che rimanendo un ghetto dove si possa giocare soltanto tra connazionali non ci saranno tanti sviluppi positivi possibili. Questo gioco, che per me è diventato un lavoro, non è stato ancora completamente sdoganato in Italia, perciò è ovvio che in pochi ci dedichino il tempo necessario per trasformare un investimento in un discreto lavoro, ma per la maggior parte dei giocatori rimane una passione, un’hobby o un semplice passatempo; detto questo è ovvio che, essendo questo uno skill game dove la percentuale di giocatori vincenti sul lungo termine sarà circa solo del 5% sulla massa, vorrà dire che i perdenti tenderanno ad abbandonare questo gioco piu o meno velocemente per periodi di tempo piu o meno lunghi, sopratutto in un periodo economico per l’Italia non dei piu fiorenti. Questo comporta che le poker room italiane perdano clienti e di conseguenza abbassino i montepremi, facendo convogliare l’interesse, anche di coloro che degli mtt fanno una professione, solo su determinati siti dove i garantiti permettono buoni guadagni. La migliore scelta, dal mio punto di vista, sarebbe quella quindi di allargare gli orizzonti italiani permettendo ai giocatori dello stivale di compertere, se non nei siti mondiali, almeno in quelli europei.