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Giovedì, 25.05.2017

Poker Live: Obbligo di chiusura di un mese per il Cotton Club di Roma
am Friday, July 11, 2014

E’ stata un’altra notte amara per i circoli Italiani, che hanno visto la chiusura forzata da parte delle autorità del “Cotton Club” di Roma, non solo l’associazione di texas hold’em più importante della capitale, ma probabilmente anche a livello nazionale. Ieri sera infatti era previsto il classico “3K garantito” dal buyin di 30 euro, quando poco prima dell’inizio del torneo, le forze dell’ordine sono entrate all’interno del locale per un accertamento, obbligando poi i gestori alla chiusura forzata. Cotton-Club-Genius

Si parla di uno stop di 30 giorni, ma che potrebbe anche subire un tempi più lunghi, conoscendo la lentezza della giustizia italiana. Quello che in un primo momento è apparso come una chiusura rivolta più, per una mancata licenza nella somministrazione di cibo e bevande, con il passare delle ore ha assunto i connotati dell’ormai celeberrima legge numero 88. “I motivi della richiesta sono i soliti, si cita ancora l’art. 24 co. 28 della legge n.88 del 07/07/2009 il quale stabilisce che “l’esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi di cui al comma  11 attraverso rete fisica nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 previa autorizzazione dell’amministrazione autonoma dei monopoli di stato”. 

Questa il commento di Amos Angelini presidente del Cotton Club, rilasciate ai colleghi di “assopoker.com”. “Sono solo queste le motivazioni della chiusura, non sono stati rilevati altri problemi all’interno del nostro locale. La norma che avremmo infranto ad oggi non ha nessun requisito per la sua applicazione, non essendo mai stato fatto decreto attuativo, né bando per l’assegnazione di queste licenze. Purtroppo però basta questo articolo di legge per legittimare l’intervento dell’autorità competente e interrompere qualunque torneo si sta organizzando. Noi come Cotton Club faremo tutti i ricorsi necessari nelle sedi opportune cercando al più presto di tornare a svolgere i nostri Tornei.”

Lasciate dire che in un momento così critico per il paese, dove lavoro e soldi scarseggiano come l’acqua nel deserto, ci sembra quasi un paradosso che lo stato preferisca dedicare il tempo a queste cose (circoli = veicolo di aggregazione, ndr), invece di risolvere problemi ben più gravi o quanto meno non giungere ad una regolamentazione del gioco live, che stando alle previsioni darebbe ben 20.000 nuovi posti di lavoro per tutto l’indotto.

Ma lo sappiamo bene, che oltre a essere il Paese delle mezze verità, siamo anche il paese dei paradossi. Mentre imprenditori, operai e gente comune si uccide ogni giorno per mancanza di speranze, si preferisce bandire come criminali chi organizza e chi prende parte ad un torneo da 30 euro.

Scusate lo sfogo.