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Lunedì, 21.08.2017

Roberto Romanello fra sogni speranze e certezze
am Thursday, January 9, 2014

Gallese di nascita ma italiano nel cognome e nel sangue, Roberto Romanello è ormai un top player a livello planetario. Basta scorrere la lista dei suoi in the money o dei suoi tanti trionfi per capirlo. 96 risultati dal 2006 al 2013, oltre 2 milioni e mezzo di dollari vinti in carriera, un EPT conquistato a Praga (indimenticabili le sue lacrime al momento della premiazione) e un WPT alzato al cielo di Bratislava.

Ruscalla fa gli onori di casa a Roberto Romanello e fidanzata

Ruscalla fa gli onori di casa a Roberto Romanello e fidanzata

Ma Roberto Romanello è anche molto altro come ci ha spiegato negli scorsi giorni a Venezia (dove ha passato il capodanno con la fidanzata), quando è stato l’ospite di Pier Paolo Ruscalla (proprietario della Tilt Eevents, ndr)presso la poker room del Casinò di Venezia al “Ca’ Noghera”. Una sorta di ricognizione in vista del WPT a marzo proprio in laguna. Abbiamo quindi colto l’occasione per rivolgere qualche domanda all’asso gallese davanti a buon caffè e in presenza di Ruscalla in versione “mediatore”.

Cosa ti aspetti da questo 2014 ? 

Sogno, o meglio, voglio fortemente il “Triple Crown” (ovvero il successo in tre eventi di spessore, ndr), in questo nuovo anno. EPT, WPT e WSOP. Sono conscio del fatto che non sia assolutamente facile. Ma niente è impossibile e credo che imporsi delle ambizioni o dei traguardi siano fondamentali. EPT e WPT fanno già parte della mia bacheca, ma vorrei riconquistarli. E poi le WSOP ti segnano in maniera netta la carriera. Insomma non sono sazio. Ho ancora tanta fame. 

Questa voglia di successo da cosa deriva? 

Essere competitivi fa parte dell’animo di ognuno di noi. Io lo sono fortemente. Anche al di fuori del poker. Anzi non amo proprio perdere e da ogni torneo cerca di trarre nuovi insegnamenti per tornare presto alla vittoria. 

Cosa rappresenta per te realmente il poker? 

E’ iniziato come un hobby.  Ora è la mia più importante fonte di reddito e il mio lavoro. Mi sono tolto tantissime soddisfazioni. Certo come tutte le cose all’inizio i dubbi ti assalgono. Ma per fortuna ho avuto sempre il sostegno della mia famiglia e degli amici. Mi hanno dato lo slancio definitivo per compiere quel salto di qualità  per essere un vero giocatore professionista. Grazie alle vincite nel poker oltre che a comprare una casa tutta mia, sono riuscito ad aprire con la mia famiglia un “Fish&chips Resturant” (a Swansea in Galles), dove lavorano i miei familiari ma anche qualche amico. E per il 2014 ho in mente altri progetti sempre per attività commerciali. 

Qualche giorno di relax in Italia e poi tornerai qui a Venezia a marzo per il WPT?

Amo l’Italia. Questa è la terra dei miei parenti e molti di loro vivono ancora qua. E’ come essere a casa. Adoro tutto di questo paese. E poi ogni tanto è giusto staccare dal poker. Voli, viaggi, alberghi casinò. Tutto bello. Ma spesso sento il bisogno di stare con la mia fidanzata, la mia famiglia e con i miei amici. Il relax in certi momenti, ti aiuta a ritrovare la gioia di giocare e ti permette di arrivare bene ai grandi appuntamenti. Certo che ci sarò al WPT di Marzo. Non posso mancare. Sarà una grande tappa dove lo spettacolo e le emozioni sono garantite. roberto-romanello

Come giudichi i giocatori italiani? 

Sono semplicemente incredibili come giocatori. Alcuni sono degli assoluti cavalli pazzi, altri degli ottimi talenti. Ma quello che mi colpisce è la velocità con cui giocano e con cui prendono delle importanti decisioni. Forse alle volte anche troppo veloci. Resta il fatto che pur essendo arrivato molto dopo da voi il gioco, si è espanso velocemente. Credo che ben presto molti giocatori italiani si prenderanno delle belle soddisfazioni anche fuori dai confini. 

Che tipo di giocatore preferisci affrontare? 

Un maniac. Perché tutti dicono che lo sono. Ma in realtà sono un finto maniac. Contro un giocatore aggressivo riesco a mettere in risalto le mie qualità migliori. Per questo li preferisco. Poi voltandosi verso Paolo Ruscalla lo guarda ed esclama sorridendo. “Ok almeno una volta nella vita vorrei giocarlo con Paolo Ruscalla un head’s up”. 

 

 

 

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