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Sabato, 19.08.2017

Stati Uniti e gioco online, 2014 anno di transizione?
am Saturday, January 18, 2014

Continua negli Stati Uniti, patria del Texas Holdem, la lotta  per portare alla regolamentazione del gioco online. Nel corso del 2013 Nevada, Delaware e New Jersey hanno emanato leggi che regolamentano il gioco e a seguito di questa apertura si pensava che anche nel 2014 vi potesse essere un’apertura da parte di altri stati purtroppo, secondo quanto riferisce Poker Player Alliance (theppa.org), nel corso delle prime settimane del nuovo anno si sta assistendo ad una chiusura da parte degli stati dove il gioco non è regolamentato.

2_UnitedStates-520x345Secondo Wes Ehrecke presidente dell’ Iowa Gaming Association, è improbabile che lo Stato dell’Iowa possa arrivare ad una regolamentazione per i suoi residenti in tempi brevi. Infatti secondo Ehrecke le leggi in vigore negli Stati, in cui è stata varata una legge che regolamente la raccolta derivante dal gioco online, sono troppo “giovani” per poter trarre delle conclusioni in merito e la cautela con la quale lo Stato sta procedendo alla prmulgazione delle leggi fa pensare che queste non possano vedere la luce prima del 2015.

Stessa cosa vale per lo  Stato della California che cercò di regolamentare il gioco online (solo il poker), ma la questione è strettamente politica e le diverse “fazioni” coinvolte non riescono a trovare un accordo di massima per fa uscire dal pantano la situazione. Ovviamente questa situazione favorisce le case da gioco Californiane, gli ippodromi ed i Casinò indiani che, se il gioco venisse regolamentato, potrebbero perdere svariati milioni di dollari di fatturato.

Interpellato da Fox Business sulla questione, il professor L.Nelson Rose (una delle massime autorità che lavora ad una possibile forma di regolamentazione)  della Whitter Law School sostiene che la situazione sia particolarmente complessa, in quanto, come dicevamo prima, è una questione meramente politica, e come per l’Iowa anche in California sarà il 2015 a dire se la regolamentazione sarà attuabile. Il problema principale, secondo Rose è dato dal fatto che i Casinò tribali sarebbero disponibili ad un’apertura solo ed esclusivamente se fossero loro i fornitori di gioco onlie, tagliando fuori tutte le società che gestiscono gli ippodromi e le case da gioco.

Nessuna apertura, invece, per lo Stato della Florida dove il legislatore lo scorso ha condannato il “gioco elettronico”  bandendolo definitivamente dallo Stato e costringendo realtà quali ClubWPT.com (che aveva aperto punti vendita nello stato)  a dover uscire dallo Stato in fretta e furia . In altri Stati quali Massachusetts, Pennsylvania ed Illinois la questione della regolamentazione è stata presa in considerazione, ma le discussioni per il varo della legge da parte del legislatore sono state spostate a data da definirsi, mentre dallo Stato del Missisipi è arrivata una secca bocciatura alla regolamentazione.

Con le elezioni di medio termine all’orizzonte, è alquanto improbabile anche le amministrazioni di vari stati possano prendere decisioni in merito alla questione del gioco online che, ricordiamolo, negli USA dopo il Black Friday ha costretto molti dei top grinders online ad emigrare all’estero (il Canada la meta preferita, dove il gioco è ampiamente regolamentato). Probabilmente sarà il 2015 l’anno in cui gli Stati prenderanno la decisione se unirsi o meno al triumvirato degli stati regolamentati, costituito da Delaware, New Jersey e Nevada.

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