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Sabato, 21.10.2017

Tassazione sulle vincite estere contraria alle norme UE
am Thursday, April 24, 2014

“Niente tasse sulle vincite ottenute dai poker pro italiani nei tornei disputati oltre confine. La tassazione di questi proventi è contraria alle norme comunitarie che tutelano la libera prestazione dei servizi all’interno del territorio europeo.”

modellounicoCon queste parole inizia un articolo di questa mattina apparso sul quotidiano Italia Oggi che, analizzando la sentenza n.131|01|14 dello scorso 11 aprile della Ctp di Teramo,  sottolinea per l’ennesima volta quanto la tassazione applicata dallo stato italiano alle somme vinte dai giocatori di poker nei casinò esteri ma facenti parte della comunità Europea sia contraria alle norme comunitarie.

In sostanza, questa tassazione fatta solamente sulle “vincite ottenute all’estero”, andrebbe a creare una disparità di trattamento tra case da gioco italiane ed estere. Tale disparità sarebbe una concorrenza sleale fra le stesse case da gioco preferendo quelle italiane rispetto a quelle estere. Infatti, per quanto riguarda le case da gioco italiane, questa tassazione non era prevista, e molti giocatori hanno abbandonato l’idea di tornei oltreconfine per non incorrere, in caso di vincita, di dover affrontare questa tassa.

In merito ci viene in soccorso la sopracitata sentenza della Ctp di Teramo che dichiara:
Secondo l’Agenzia delle Entrate, le vincite da gioco rientrano tra i “redditi diversi” di cui all’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR e, come tali, devono essere dichiarate al fisco e sottoposte a tassazione; eccettuando, come detto, le vincite “italiane”, che sono escluse dalla tassazione diretta in forza della citata previsione dell’articolo 30. Una tale interpretazione ed applicazione dell’articolo 67 <<concretizza una violazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione dei cittadini comunitari>>”