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Come distruggere 10 anni di gioco legale in Italia: il 2019 sarà la tomba dell’online?

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C’era una volta in Italia un settore in ottimo stato di salute e in grande espansione: è il compartimento del gioco, soprattutto quello online. Ci hanno ammirato in tutto il mondo e in molti ci hanno anche imitato, attratti da quei numeri capaci di sfornare le .it. Negli ultimi mesi però, sembra iniziata una caccia alle streghe. 

La figuraccia della Liquidità Internazionale

La storia del gioco online inizia ufficialmente nel 2008 per le .it. Ecco le prime licenze di gioco, nascono le prime piattaforme e sopratutto il poker esplode nella sua interezza. Dallo studente all’avvocato, dal fornaio alla massaia, dal poliziotto all’operaio. Il boom del poker online conquista tutti. Dati e numeri da sballo accompagnano l’evolversi di questa incredibile epopea. Dall’estero ci guardano stupiti e pensano: “Guarda questi italiani. Avranno pure baffo nero, suoneranno sempre il mandolino e ameranno alla follia anche gli spaghetti, ma sono stati capaci dell’ennesimo miracolo italiano“. Eh si per una volta va detto. Siamo stati bravi. Ma, c’è sempre un ma in questa storia. Il 2013 segna l’ultima stagione di trend in crescita. I volumi si sgonfiano e se da una parte crescono scommesse e giochi da casinò (qualche tempo dopo), il poker online inizia la sua involuzione. Serve la scossa pensa qualcuno. Molto più semplicemente il “ghetto” delle .it, che fino ad allora aveva funzionato, sta iniziando a scricchiolare. 

Come distruggere 10 anni di gioco legale in Italia: il 2019 sarà la tomba dell'online?

La svolta si chiama Liquidità condivisa Internazionale. Ovvero aprire le room anche ai giocatori di altri paesi. A Roma viene firmato un accordo con Italia in testa, assieme a Francia, Spagna e Portogallo. E’ l’ultimo ruggito del nostro paese. Poi da quel momento collezioneremo solo figuracce. La prima, manco a dirlo, è il mancato passaggio alla liquidità internazionale, nonostante le firme di qualche mese prima. E qui gli osservatori stranieri ci hanno letteralmente massacrati: “Italiani? Bravi con le .it, ma poi si sono confermati i soliti mangiatori di spaghetti, con il baffo nero e il mandolino sempre in mano. E come dare torto in questa situazione. Come se non bastasse, ecco che il nuovo governo negli ultimi mesi, sta provano a cancellare il gioco online dal nostro paese. Prima la follia del Decreto Dignità: ban totale della pubblicità. Da giugno 2019 ne vedremo delle belle, soprattutto in Serie A, se non ci saranno passi indietro. Fra TV e squadre ci saranno miliardi di euro in meno e vien da dire: ma chi pagherà i giocatori?. Poi la legge di bilancio, con l’aumento della tassazione per le room. Il 2019 si annuncia come la tomba del gioco online. Se da una parte c’è il rischio di fuga da parte di aziende e giocatori verso altri lidi, dall’altra il gioco illegale tornerà a spadroneggiare. 

Proprio il gioco illegale negli ultimi anni era stato ridotto, con interventi mirati (le .it su tutte), con un cospicuo gettito di denaro passato dalle casse delle organizzazioni malavitose all’Erario Italiano. Tutti soldi che potrebbero riprendere il percorso inverso se non cambierà qualcosa. Le mafie già esultano per questa serie di provvedimenti: se il gioco legale viene ridotto al lumicino, a trionfare sarà quello illegale. E infine ci siamo noi. Addetti ai lavori, giornalisti, blogger, personale delle room e quanto altro ancora. Noi saremo le principali vittime di una follia governativa. Si perché il gioco legale negli anni ha creato una valanga di nuovi posti di lavoro e in qualche caso ha dato vita a nuove figure professionali. Ecco, tutto questo rischia di sparire. Il 2019 saranno l’anno del collasso? Sarà la pietra tombale su tutti noi? Speriamo di no, ma le condizioni ci sono tutte. E il Natale che stiamo vivendo non è dei migliori. Caro Babbo Natale, se il governo non ci ascolta, almeno pensaci tu. 

 

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