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Gus Hansen attacca la GTO: “inapplicabile nel poker e che ne sanno i tedeschi…”

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La tocca piano Sir Gus Hansen. Il più famoso dei poker pro scandinavi ci fa giù pesante sia sulla GTO (Game Theory Optimal) e sulla possibilità di applicarla da parte dei giocatori tedeschi. Non è mai banale quando parla il danese e anche questa volta la sua valutazione trova parecchi consensi. Probabilmente tedeschi a parte. 

GTO…questa sconosciuta

Gus Hansens da qualche giorno è tornato a Las Vegas. L’asso danese dopo l’estate da sballo vissuta fra WSOP e i tavoli high stakes del Bellagio, si è preso una discreta pausa in Danimarca. Poi pochi giorni fa il ritorno Vegas per giocare il Big Game proprio al Bellagio. E così l’occasione è stata propizia per i colleghi di Pokernews.com: due opinioni dello scandinavo non si rifiutano mai, considerando che le sue parole suonano spesso come una bomba ad orologeria. Basta la parola GTO per scatenare Gus: “La conosco. L’ho studiata e non è assolutamente applicabile al poker. Non ci riesce un computer, come può farcela un giocatore tedesco?” Questo l’avvio esplosivo di Hansen, che si riferisce chiaramente a quel gruppo di giocatori tedeschi, i quali affermano di utilizzare la GTO nei tornei e soprattutto negli high roller. “La stragrande maggioranza dei giocatori ignora cosa sia la GTO, prosegue Gus. Di conseguenza come puoi applicarla se il tuo avversario non ne ha la più pallida idea. Per far si che possa riuscire devono essere in due almeno a conoscerla al tavolo. Altrimenti è inutile”. 

Gus Hansen attacca la GTO: "inapplicabile nel poker e che ne sanno i tedeschi..."
Gus Hansen

Insomma per Gus Hansen si tratta solo di parole, ma in realtà non può davvero trovare soluzione nel gioco. “Sono calcoli matematici difficili e complicati, dove anche il miglior programma informatico trova delle difficoltà insormontabili. E allora come pensiamo che una persona riesca a fare questo al tavolo, in pochi secondi? Per di più giocando mani spesso complesse e con tanti soldi che ballano nel payout o sul tavolo”. Il principio cardine per il danese è uno solo: “Nessun giocatore al mondo è  è in grado di essere totalmente inexploitabile. Dunque nessuno può raggiungere la perfezione in questo gioco. Ammiro i giocatori tedeschi, ma neanche loro sono riusciti ad arrivare alla perfezione assoluta. Dunque giocare secondo GTO, a mio avviso non significa niente”. Insomma mai banale Gus Hansen che da quasi 20 anni vive con alti e bassi sulla cresta dell’onda del poker internazionale. E probabilmente la scuola di pensiero del buon Gus sulla GTO, troverà nei prossimi giorni molti nuovi adepti. 

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