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Il Tweet di Doyle Brunson:’50 anni fa fingevo sulla mia professione, adesso è diverso’

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Se c’è un’icona del gioco del poker, quello è senza dubbio Doyle Brunson. Ma non crediate che la sua lunga carriera sia stata un viaggio di piacere o tutta rose e fiori. Anzi, nei primi anni, a dovuto celare anche alla sua famiglia quella che era la sua indole. In pratica nessuno sapeva che fosse un giocatore di poker. Ci sono voluti anni prima che i luoghi comuni sul giocatore in USA venissero spazzati via. A raccontarlo è proprio Doyle Brunson con un tweet. 

Fingersi operaio

Tutto parte dal tweet di Doyle che mostra un cantiere a Fort Worth dove si costruivano aerei per la flotta americana. La foto in questione è del 1943 e siamo quindi in piena seconda guerra mondiale. Anche dopo la fine del conflitto, la fabbrica continuerà a produrre aerei da guerra. E anche se Doyle Brunson non è mai stato fisicamente un lavoratore di questa azienda è proprio da qui nel 1956 che parte la sua storia. “In quegli anni non potevi dire che eri un giocatore. Saresti stato visto come il diavolo in persona, alla stessa maniera in cui la gente osservava ladri, assassini e criminali. Insomma dovevo farlo, ma sottotraccia. Così dissi alla mia famiglia che lavoravo nel cantiere di  Fort Worth come operaio”. 

Il Tweet di Doyle Brunson:'50 anni fa fingevo sulla mia professione, adesso è diverso'
Doyle Brunson

Dai familiari ai conoscenti tutti pensavano quindi che il buon Doyle si guadagnasse da vivere lavorando in fabbrica. In realtà lui in quegli anni si spostava di città in città per giocare nelle partite private e iniziò a costruirsi la sua immensa carriera. Poi arrivò il boom del poker anche a Las Vegas e a quel punto Doyle Brunson si stabilì definitivamente in città, svelando una volta per tutte la sua reale identità. “Diciamo che adesso è molto più semplice dire di essere un giocatore. Dopo 60 anni grazie a Dio siamo riusciti a sdoganare tanti luoghi comuni sul gioco e nessuno è più costretto a fare quello che ho fatto io”. 

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