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Lunedì, 18.06.2018

Las Vegas, 60 morti e oltre 500 feriti: la Strip è una zona fantasma e mancano diversi tasselli
am martedì, ottobre 3, 2017

Il day after è ancora più duro di quello che è successo ieri al Mandalay bay di Las Vegas. 60 morti accertati, oltre 500 feriti di cui moltissimi gravi e una città che pare una gost town almeno nel suo cuore nevralgico. A tutto questo vanno aggiunte diverse cose che non quadrano. Da come  Sthephen Paddock sia riuscito ad introdurre dentro la sua stanza di Hotel ben 19 fucili, alla notizia dell’arresto della moglie che poi in relatà era fuori città ed è arrivata solo nelle ultime ore. E molto altro ancora. 

La doppia vita di Paddock 

Quello di Las Vegas sta diventando il più grande massacro di sempre per gli USA. Una follia totale che ha trasformato il pubblico del concerto country in bersagli mobili per il killer americano. Ieri l’Isis ha rivendicato l’attentato ma resta difficile da credere ad una sua ingerenza in questa tragedia. Molte cose non quadrano nel messaggio del gruppo terrorista e l’azione di Paddock ha i connotati della classica mattanza da lupo solitario che già abbiamo visto altre volte negli USA. Ma come detto ci sono altre cose che non tornano o che al momento appaiono fuori posto.

Ieri un primo momento la polizia aveva comunicato di aver ucciso l’uomo. Si scoprirà solo qualche ora dopo che il killer si è tolto la vita da solo. In quella stanza di Hotel dove era riuscito a portare un arsenale da guerra. 19 fucili non sono scatole di cioccolatini. Possibile che nessuno abbia visto nulla nei giorni e nelle ore precedenti alla strage? Si è a lungo parlato della moglie di Paddock. In molti l’avevano vista assieme a lui prima del massacro, poi si è detto che era in fuga con una delle due loro auto. Infine dopo qualche ora si è parlato dell’arresto della donna. Tutto questo per scoprire che la donna stessa, Mary Lou Danley, era fuori città e si è fiondata immediatamente a Las Vegas una volta appreso del massacro. 

Las Vegas, 60 morti e oltre 500 feriti: la Strip è una zona fantasma e mancano diversi tasselli

Paddock poi sarebbe stato una sorta di dottor Jackyll e mister Hyde. Irreprensibile nella vita privata (a parte qualche piccola pendenza per infrazioni stradali e una causa intentata verso un casinò nel 2014), possedeva 2 pistole e 1 fucile secondo il fratello. Lo stesso fratello che si chiede dove abbia preso il resto dell’arsenale. Viveva in una zona per pensionati (età minima per abitarci 55 anni) e aveva pagato la casa quasi 400 mila dollari. Aveva la passione per il gioco e per la musica country. Insomma all’apparenza una persona comune e non certo l’identikit di un possibile stragista. Ora la polizia assieme al FBI sta scavando nel passato dell’uomo cercando di capirci qualcosa di più. 

Tanti gli italiani presenti a Las Vegas nelle ore del massacro. Dai turisti in visita alla città del peccato a chi come Max Pescatori l’ha trasformata nella sua seconda città. E proprio il Pirata è stato fra i primi a far sapere di stare bene. Un coro che ben presto ha sentito le voci di Suriano, Malaguti, Coppola e tanti altri ancora. La città è una sorta di gost town almeno nella strip. Il cuore di Las Vegas è ancora blindato e parecchi casinò sono chiusi. Presto si dovrebbe tornare alla normalità. Anche se parlare di normalità in tutto questo dramma è quasi fuori luogo. 







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