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Mike Sexton attacca il sistema WSOP

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Il noto commentatore del World Poker Tour Mike Sexton ha mosso parole dure nei confronti delle World Series Of Poker, per quanto concerne la dispersione di braccialetti al di fuori dei confini americani e per la troppa pausa concessa per il tavolo finale del main event WSOP. Insomma le parole del sessantasettenne commentatore hanno smosso un vero e proprio vespaio nei principali forum americani e non solo. wsop-main-event-braccialetto

Mike Sexton secondo quanto afferma, non approva la linea delle WSOP di “espatriare” dai confini a stelle e strisce per distribuire i braccialetti. A suo avviso eventi come le WSOPE oppure come le WSOP in terra australiana delegittimano il valore stesso del braccialetto, che invece dovrebbe rimanere un sogno da conquistare per il giocatore durante le WSOP a Las Vegas. Non solo ma sempre secondo Sexton, questo falserebbe in qualche modo la lotta per la leaderboard del POY WSOP, obbligando i giocatori a lunghi viaggi e spostamenti.

Le risposte della comunità di poker di mezzo mondo non si sono fatte attendere e in molti hanno fatto notare che lo stesso World Poker Tour da tempo ormai ha “espatriato” in tutti gli angoli del globo, con i vari WPT Global, WPT National, Deepstack e Alpha8, senza perdere tuttavia il fascino che lo contraddistingue da tredici anni. Aumentando tra l’altro il bacino di utenza che dagli stati uniti appunto si è allargato a tutti i continenti.

A questo, in molti hanno aggiunto che proprio l’ultima leaderboard POY WSOP è stata una delle più affascinanti di sempre con  Brandon Shack-Harris e George Danzer che hanno lottato punto a punto fino alla conclusione delle WSOP australiane, con continui sorpassi e controsorpassi prima dell’incoronazione di Danzer come player of the year WSOP 2o14.

Dai troppi bracciali lontano dagli Usa, la polemica di Sexton si è poi spostata sui “November nine” e sulla troppa pausa fra la composizione del tavolo finale del main event e la conclusione dello stesso final table. Secondo Mike quattro mesi di attesa sono troppi e rischiano di cambiare in maniera netta la storia di un torneo, nel bene e nel male. Inoltre, sempre secondo Sexton, questa pausa forzata rischia di far perdere valore e interesse in quello che per tutti è il torneo dei tornei, non a caso chiamato il campionato del mondo.

Teorie opinabili o meno, ma che hanno sicuramente animato i forum di tutto il mondo. Vedremo se alle parole di Mike Sexton, seguirà la risposta delle WSOP. Intanto il dibattito aperto.

Chi ha ragione secondo voi?

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