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Pokerstars si salva in Kentucky: non dovrà pagare una multa da 870 milioni

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Una storia lunga oltre 7 anni. Carte, tribunali, multe, ricorsi e alla fine l’ultima sentenza. Pokerstars e il gruppo The Stars Group non dovranno versare alla casse del Kentucky la multa 870 milioni di dollari. Un salasso pesante per le casse della room dalla picca rossa, sventato appunto dalla sentenza della “Corte di Appello”. 

I fatti

La controversia fra lo Stato americano e Pokerstars risale a prima del blackfriday ovviamente. All’epoca la room dell’Isola di Man operava senza licenza negli USA e dunque in realtà in maniera illegale secondo il Kentucky. Per questo motivo, subito dopo lo stop del gioco negli USA, lo Stato ha intentato una causa nei confronti di Pokerstars. In pratica tutti coloro che risiedevano nel suddetto Stato e che avevano registrato delle perdite sul sito, potevano richiedere indietro il denaro perso. Il motivo appunto, la mancanza di una licenza regolare per operare nel mercato a stelle e strisce. Non solo, ma il Kentucky era già riuscito a vincere in precedenza un’altra causa vs Bwin.Party. Nel 2013 la room fu obbligata a pagare un’ammenda di 1.500.000 dollari per le perdite registrate dai giocatori. 

Pokerstars si salva in Kentucky: non dovrà pagare una multa da 870 milioni

Questa volta però l’esito è stato completamente differente. La Corte di Appello infatti, ha sancito che non vi erano i presupposti per il pagamento della multa da 870 milioni di dollari. Se nel caso di Bwin i giocatori, oltre che ai tavoli da Poker, avevano perso denaro anche nell’offerta di giochi da casinò, con Pokerstars si tratta esclusivamente di poker online. In pratica i soldi persi dai giocatori non sono andati nelle casse della room (tranne la fee dei tornei e la Rake del cash game), ma hanno alimentato il conto gioco di altri players. A distanza di tre anni dalla prima sentenza dunque, The Stars Group è pienamente assolta in questo caso e non dovrà versare alle casse dello Stato Americano la bellezza di 870 milioni di dollari. Colpo duro per il Kentucky quindi. Uno stato che sta dando battaglia al gioco online senza licenza, tanto da bannare qualcosa come 141 domini negli ultimi 10 anni. 

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